Tappa 03: Malga Romeno-Sporminore
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Difficoltà fisica: 2/5 Difficoltà tecnica: 3/5 Lunghezza Tracciato: 42,9km Durata: 5:30ore Salita: 1270mt Discesa: 2503mt
ATTRAZIONI TURISTICHE 
 
PUNTI DI RISTORO: Paesi, hotel, ristori, acqua 
 
SINGLE TRAIL:
16,3 km
 
 
BICI A SPINTA:
1,3 km
 
 
STRADA ASFALTATA:
9,0 km
 
 
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3 motivi
per non perdere
la tappa
1
Il privilegio di arrivare per primi al mattino alla panoramica cima del Monte Roen
2
Il panoramico single trail in cresta dal Passo della Mendola verso il Graunerjoch
3
L’incredibile “Amedeo super flow trail”, divertimento puro modellato da madre natura

Tappa 3: Malga Romeno-Sporminore: dal punto più alto del Tour in picchiata verso sud

Sentieri MTB con un avvincente flow trail, unico in Trentino!

Il vostro tour del Trentino in mtb raggiunge in questa giornata il suo punto più alto: il Monte Roen, uno straordinario punto di osservazione sulla valle dell’Adige e su alcune delle più belle cime dolomitiche. Finalmente si tira il fiato e si piò scendere fino al Passo della Predaia su single trail. Prima di arrivare a Castel Thun una vera chicca per bikers: “Amedeo super flow trail”, divertimento puro in discesa dal rifugio Sores a Vervò.

In questi sentieri mtb del Trentino, per ben 15 km potrete cimentarvi in una discesa di 2000 mt di dislivello, saziando la vostra voglia di avventura. Partirete da un luogo solitario in quota, al di sopra della vegetazione, per arrivare in borgo magico anticamente abitato.
Anche in questa tappa, come nella tappa 2, incrocerete i flussi del Tour Transalp che scollina al Graunerjoch per scendere poi al paese di Coredo. All'arrivo, un maestoso Castel Thun vi lascerà senza fiato.

Descrizione della tappa

Si inizia questa tappa in stile “bike&hike” ed ecco che ci si ritrova sul tetto del Tour de Non. Alla cima del Monte Roen i bikers non hanno raggiunto solo la montagna più alta della massicciata della Mendola ma anche il punto più alto di questo alpencross di 4 giorni. Da questo ineguagliabile punto panoramico non sfugge nulla: ai piedi dello strapiombo la Val d’Adige e la Strada del Vino di Caldaro, ad est le cime dolomitiche dal gruppo del Sella fino alla Marmolada, a nord la grandiosa massicciata con le Alpi di Tux e Stubai, ad ovest le Dolomiti di Brenta con ai suoi piedi l’ampia Val di Non. Mettiamola così, in questa tappa si raccolgono i frutti di tutte le fatiche dei giorni precedenti. Più in alto di così non si può andare e quindi ora ha il via una lunghissima discesa sempre in cresta e lungo il confine culturale e linguistico tra Trentino e Alto Adige. Solo dopo un lungo tratto si arriva al Passo Predaia e qui si abbandona la cresta in direzione ovest per atterrare sui morbidi e verdi prati della Predaia. Su single trails a tratti molto scorrevoli e a tratti dissestati finalmente si raggiungono anche i paesi e le loro genti. Da questo punto di vista ci si rende conto solo ora che il giorno precedente era trascorso in un ambiente così solitario e sperduto.

Prima di intraprendere la lunga attraversata in uno dei tanti canyon che scavano la Val di Non e di raggiungere il medievale Castel Thun nella parte bassa della valle ci si lascia piacevolmente sorprendere da una chicca imperdibile che solo alcuni bikers del posto conoscono: “Amedeo super flow trail”, un single trail unico nel suo genere, un dono di madre natura che regala ai bikers divertimento puro scendendo dal Rifugio Sores fino a Vervò. Ci sono stati bikers che, con le lacrime agli occhi, hanno risalito i 200 metri di dislivello sulla strada asfaltata per poter scendere nuovamente questo trail! La prima volta che lo si percorre non si riesce a credere come questo sentiero sia perfettamente modellato nel paesaggio. E alla seconda volta un’esclamazione nasce spontanea: questa deve essere stata mano del creatore dell’universo dei bikers!

Caratteristiche tecniche

La tappa ha inizio presso la Malga di Romeno (1770 m) con una ripida forestale in direzione della cima del Monte Roen (2112 m). Sono 2 i chilometri che separano la malga dalla cima con un dislivello di 340 m: quanto di questo tratto si riesce a fare in sella dipende molto dalla forza, la tecnica e le condizioni del biker. Anche i bikers più allenati devono mettere in conto circa un’ora di tragitto poiché metà di questo bisogna farlo spingendo la bici. Già a quota 1860 m la strada diventa estremamente ripida e dopo 1 km si trasforma in carrareccia sempre più sconnessa. Si prosegue spingendo la propria bici attraverso il fianco erboso disseminato da mughi fino a raggiungere la cresta della costiera della Mendola con poco più avanti la riconoscibile croce di cima del Monte Roen dove fare la prima meritata sosta davanti ad un panorama sensazionale. La partenza dalla Malga di Romeno di buon mattino ha il grosso vantaggio di permettere di arrivare per primi in cima e potersi godere da soli l’ambiente e il panorama. I trailrunner, gli escursionisti e gli altri bikers che quotidianamente frequentano il Monte Roen a quell’ora sono ancora per strada e affolleranno la cima quando noi saremo già proiettati nel lunghissimo single trail che caratterizza la tappa di oggi.

La continuazione del single trail “Costiera della Mendola” per 2,8 km verso sud si svolge interamente sul sentiero SAT numero 500 il quale risulta quasi completamente fattibile in sella per il biker con buona tecnica. Questo sentiero presenta però due tratti in discesa delicati e dal fondo molto eroso dove vi preghiamo di portare la bici a mano (un primo tratto di 120 me un secondo tratto di 250 m). Il primo passaggio critico lo si raggiunge già al km 2,3 qualche metro appena dopo la croce di cima del Monte Roen dove il sentiero improvvisamente scende a picco tra i mughi diventando in un solco eroso dal fondo ghiaioso e sconnesso. Una conduzione pulita e rispettosa della bici è a malapena possibile anche per chi possiede tecniche di guida molto buone e quindi riteniamo che spingere la bici sia il comportamento più sensato per non rovinare ulteriormente il fondo del sentiero e per garantire la sicurezza degli escursionisti che salgono. Il secondo passaggio delicato presenta le stesse caratteristiche del primo appena descritto e lo si incontra al km 3,7 presso testa Nera prima della discesa verso la Bocca di Val Calana. Anche qui si è creato un solco ghiaioso e si aggiunge il fatto che questo procede a sinistra in cresta dove in alcuni punti è molto esposto. Per motivi di sicurezza e in ogni caso per avere riguardo di questo sentiero già fortemente compromesso e per non mettere in pericolo gli escursionisti che si incontrano vi chiediamo anche in questo punto di portare la propria bici a mano in discesa per un breve tratto. Fatta eccezione per i 2 tratti appena descritti, il resto del sentiero in cresta lungo la Costiera della Mendola dal Monte Roen fino alla Bocca di Val Calana (4,8 km) anche se stretto risulta completamente pedalabile per un buon biker. Con il corretto coinvolgimento del corpo si riescono a superare in sella anche tratti più brevi in piano ed in salita. Poiché il sentiero si snoda prevalentemente attraverso boschi di mughi dove la visibilità è scarsa, è necessario moderare la propria velocità dato che naturalmente questo sentiero è molto frequentato anche dagli escursionisti ai quali bisogna sempre dare la precedenza.

Dalla Bocca di Val Calana in poi il sentiero diventa più ampio, si alza di un paio di metri per poi proseguire lungo la cresta senza alcuna perdita considerevole di dislivello. Si passa la strada forestale presso il Grauner Joch (6,3 km, 1799 m) e poco oltre al km 6,7 si raggiunge una piccola baita con bel panorama sulla Vald’Adige. Ora si imbocca un single trail serpeggiante in discesa fino al capitello di Santa Barbara (7,6 km)  prima che al km 7,9 una rampa verso la cima del Grauner Joch ci obbliga a scendere dalla sella e a spingere. Il sentiero prosegue ora con un saliscendi (…). Si resta sempre sul sentiero di cresta e senza farsi tentare dalle altre tracce più battute ed evidenti sulla destra che porterebbero a scendere inutilmente. Presso Roccia Larga (9,2 km) ancora una volta ci avviciniamo al vertiginoso bordo della parete rocciosa a picco sulla Val d’Adige che segna anche il confine con l’Alto Adige prima di lasciare definitivamente il sentiero in cresta al km 9,8 (prima della rampa che sale al Corno del Cervo) per dirigerci ad ovest fino all’accogliente Malga Rodeza (10,6 km) dove ci godiamo una meritata pausa presso questa malga ben gestita e recentemente rinnovata.

La discesa da Malga Rodeza fino al Rifugio Predaia Ai Todes’Ci si sviluppa interamente su strada forestale sterrata. Al km 12,6 (1400 m) la abbandoniamo e prima del rifugio svoltiamo a destra su una carrareccia attraverso il fianco dell’altopiano della Predaia. Subito la carrareccia ci introduce al single trail “Prati Predaia” che con alcuni tratti sconnessi attraversa il bosco per poi farci atterrare nei pressi di un piccolo impianto di risalita nel mezzo di rigogliosi prati. Presso l’edificio dell’impianto di risalita (14,5 km, 1256 m) imbocchiamo la strada asfaltata e ci dirigiamo verso sud fino al parco avventura Sores Park di fianco al Rifugio Sores (15,5 km, 1203 m). All’incrocio ci manteniamo sulla destra in discesa per 500 metri fino a quando notiamo una sterrata sulla sinistra nei pressi di un tornante della strada asfaltata che scende verso destra (16,0 km, 1142 m). Imbocchiamo la sterrata e dopo 150 metri curviamo nettamente a destra su una carrareccia nel bosco che subito diventa un single trail ripido ma molto scorrevole. A partire da circa il km 17,0 l’Amedeo Super Flow Trail strega ogni biker: il sentiero si si snoda in una serie di curve attraverso il dolce pendio di una pineta senza ostacoli, difficoltà o intralci. Un flow trail perfetto creato dalla natura dove, come in un pump track, si affrontando e si superano le sue curve paraboliche lavorando solo con il corpo. Il trail termina in una pineta nella parte alta del paese di Vervò (Vervasio, 17,8 km, 950 m).

Continuiamo il tour tenendoci verso sinistra passando inizialmente su un sentiero in discesa fino all’area pick nick “Verginaz” (18,1 km, 935 m). Da qui ci si immette a sinistra sulla strada sterrata che si inoltra nella valle formata dal canyon del Rio Pongaiola che si attraversa grazie ad un ponte che porta sull’altro lato della valle (20,1 km, 823 m). Ora ci si ritrova sul sentiero Frassati che sale in direzione della malga di Vervò. Poiché questa malga non offre ristorazione la lasciamo alla nostra sinistra (22 km). La strada sterrata raggiunge il suo punto più alto di metri 1050 in località Val Marzana al km 23,5. Ora si scende veloci attraverso il bosco fino a quando ci si ritrova davanti ad un incrocio al km 25,8. Lo seguiamo diritto per i successivi 600 metri (il bivio di destra e successivamente il bivio verso sinistra porterebbero anche a Castel Thun). Al km 26,4 sbocca da sinistra sulla nostra discesa una sterrata. Proprio in questo punto si nasconde sulla destra un piccolo sentiero! Un segnavia in legno quasi intagliato a mano introduce un passaggio verso il castello. Seguiamo questo sentiero in discesa nel bosco fitto e a tratti ripido (volendo si può anche seguire la sterrata che da lì a poco diventa una rampa cementata). La discesa consigliata sulla destra invece è migliore e si sviluppa su un sentiero tecnicamente difficile e dopo 500 metri sfocia su una carrareccia che seguiamo verso sinistra. 
Poco più avanti si trova un punto panoramico molto bello con tabella esplicativa che domina Castel Thun e la vallata (28,7 km). Ora il single trail “Rocce di Castel Thun” mostra improvvisamente tutto il suo carattere sotto forma di placche di roccia, pietraie e forte pendenza. Dopo circa 300 metri il sentiero ribelle risulta ormai domato e continua scorrevole fino all’inizio dei meleti presso Bolgina (28,3 km, 534 m). Una volta arrivati sulla strada agricola si svolta a sinistra e si sale leggermente fino ad arrivare a Nosino, il paese ai piedi dell’imponente Castel Thun. A Nosino (28,9 km) aggiriamo i versanti nord ed est del dosso sul quale si erge il castello passando davanti alla piccola cappella di San Martino fino ad arrivare al parcheggio visitatori del castello (29,4 km).

Chi avesse voglia di fare una pausa e visitare il castello può seguire la traccia gpx che porta fino all’accesso principale del maniero sul lato a nord del castello (30,0 km). Si possono visitare gratuitamente le corti esterne ed i giardini dove si trova anche una caffetteria. 

La traccia ci fa lasciare il castello scendendo comodamente su carrarecce tra i meleti e passando sul Sentiero Frassati e lungo un tratto del Cammino Jacopeo d’Anaunia ci porta poi a sud verso la fine della valle dove il torrente Noce ha scavato uno stretto passaggio nel canyon presso la località Rocchetta (37 km) che si apre a sud verso la Piana Rotaliana e il paese di Mezzolombardo. Lo stesso passaggio è inevitabile anche per noi bikers poiché il torrente in questa zona non può essere attraversato in nessun altro punto. Purtroppo ne consegue che dobbiamo condividere il traffico della strada provinciale per un chilometro scarso prima di poter raggiungere nuovamente le tranquille strade interpoderali tra i meleti in località Maso Milano (38,7 km), già sull’altro versante del fiume Noce.  Dopo una forte impennata del terreno raggiungiamo il tracciato del famoso “Dolomiti di Brenta Bike” presso Sporminore (41,7 km)

Varianti e consigli 

Trail “Costiera della Mendola”: da evitare in caso di condizioni metereologiche avverse per non correre inutili rischi. Ci sono una serie di possibilità di uscita:
- Una strada prima sterrata e poi asfaltata scende dalla Malga di Romeno fino ai paesi di Amblar e Cavareno dove si incontra la pista ciclabile dell’Alta Val di Non
- Una seconda strada forestale porta dalla Malga di Romeno alle malghe di Amblar, Don e Sanzeno e anche in questo caso scende verso Don e Amblar ma attraverso una variante (segnavia 537) nel canyon del Rio Verdes e fino all’Eremo di San Romedio (qui ci si può collegare alla versione “easy” del Tour de Non)
- Nel caso in cui ci si trovi già sulla “Costiera della Mendola” in caso di difficoltà la si può abbandonare all’altezza della Bocca di Val Calana (4,8 km), oppure al passo Predaia (8,4 km) in direzione della Malga di Coredo (punto di ristoro gestito).  
 


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